domenica 11 giugno 2017

Calciomercato Juventus - Una rosa da Champions


Dimenticato Cardiff, se tra i tifosi si respira aria di delusione e di probabile ciclo finito, in casa Juve si pensa fin da subito al futuro e alla stagione che verrà, partendo dalle certezze di questi 6 scudetti consecutivi.
Dopo la partita, nello spogliatoio, i senatori si sono promessi di tornare in finale a Kiev tutti insieme sia per se stessi che, soprattutto, per Buffon che, sfumato il sogno del pallone d'oro, avrà la sua ultima opportunità di poter alzare al cielo quella tanta desiderata coppa, diventata un ossessione.
Il messaggio della squadra è stato recapitato forte e chiaro dalla società con Agnelli che, dopo pochi giorni, ha prolungato fino al 2020 il contratto di Allegri con l'obiettivo di continuare sulla linea verde degli ultimi anni, e dai dirigenti Marotta e Paratici che potranno spendere più di 100 milioni incassati dalla Champions.
In porta, Buffon è intoccabile e sarà confermato come numero uno tra i pali nella sua ultima stagione da bianconero prima del ritiro dall'attività calcistica. Neto abbandonerà il ruolo di secondo portiere perché giudicato troppo insicuro nelle poche volte in cui è stato chiamato in causa e non all'altezza di ricoprire il ruolo lasciato dal capitano nel prossimo anno. A ciò si aggiunge anche la volontà del giocatore che, dopo due stagioni passate all'ombra della Mole, desidera avere più minutaggio e una squadra che gli consegni il posto da titolare. Su di lui ci sono la Lazio, che cerca il sostituto di Marchetti, il Genoa, che potrebbe averne bisogno in caso di addio di Perin, e il Napoli, che, però, lo considera come un'alternativa meno costosa a Leno, il preferito da De Laurentiis. A sostituire l'ex Fiorentina, sarà chiamato Szczesny, portiere dell'Arsenal, in prestito alla Roma nelle ultime due stagioni. La società ha potuto vedere con i suoi occhi le buone prestazioni dell'estremo difensore polacco e, per questo, si è tuffata subito sul giocatore, strappandolo alla concorrenza del Napoli. Per lui è pronto un contratto di 4 anni a 4 milioni con l'incarico di raccogliere la pesante eredità lasciata da Buffon tra un anno. La trattativa è in fase avanzata e, dopo aver trovato l'accordo con il portiere, si punterà a convincere l'Arsenal che chiede 15-18 milioni per il suo cartellino.
La difesa sarà interamente confermata, salvo offerte eclatanti, con il blocco della "BBC" che proteggerà la porta difesa da Buffon ancora per un altra stagione. Nelle ultime ore, si parlava di un interessamento acceso da parte del Chelsea di Conte che avrebbe presentato una proposta da 55-60 milioni per portarsi a casa Bonucci. Marotta e Paratici, dopo aver valutato le possibili alternative (una di queste De Vrij, difensore centrale della Lazio), hanno rispedito l'offerta al mittente. Rugani e Benatia, su cui c'è l'interesse del Lione, dovrebbero rimanere per far rifiatare i titolarissimi.
A centrocampo, la Juventus si muoverà sia in entrata che in uscita: sulla corsia sinistra Alex Sandro è cercato dal solito Chelsea e dal Manchester City e per 60 milioni potrebbe salutare; così come Dani Alves che vuole il rinnovo di contratto per almeno un altro anno a tutti i costi. L'intenzione è quella di puntare ancora sulla corsa dei due brasiliani, ma, in caso di addio, la Juventus farà un tentativo per De Sciglio e Mendy, terzino del Monaco; senza dimenticare gli italiani Lirola e Spinazzola che rientreranno dagli ottimi prestiti al Sassuolo e all'Atalanta. Lichtsteiner e Asamoah hanno già le valigie in mano con, sullo svizzero, la forte concorrenza del Lipsia e, sul ghanese, l'interessamento di West Ham, Southampton e Galatasaray. Pjanic e Khedira resteranno per giocarsi il posto con i possibili acquisti Tolisso e N'Zonzi: per entrambi il costo del cartellino si aggira sui 40 milioni, ma le caratteristiche dei due giocatori sono molto diverse. Il francese milita nel Lione e già da tempo è sul taccuino delle italiane. Dotato di ottima capacità d'inserimento e grande tiro dalla distanza, sarebbe quel centrocampista "alla Vidal" che manca da troppo tempo alla compagine zebrata. L'attuale giocatore del Siviglia, invece, seppur meno esplosivo, è più difensivo e sfrutta il suo grande fisico e altezza per recuperare palloni ed essere pericoloso sulle palle inattive. Un colpo non esclude l'altro, soprattutto perché il centrocampo bianconero, nell'ultima stagione, è stato sicuramente il tallone d'Achille di questa squadra. In settimana è scoppiata la pazza idea Iniesta che tra un anno si svincolerà e non è sicuro che rinnovi con il Barcellona. Le percentuali di portarlo a Torino sono basse, ma attenzione al solito lavoro sottotraccia di Marotta che, già in altre occasioni, ha regalato acquisti di grande qualità. Sul discorso cessioni, Lemina sembra vicino all'Arsenal per una ventina di milioni; mentre Rincon e Sturaro sono in bilico perché vorrebbero giocare di più.
Nel reparto offensivo, i fantastici 4 saranno il perno della prossima stagione: nonostante le offerte milionarie, Dybala rimarrà e accanto a lui, Higuain, Mandzukic e Cuadrado ci potranno essere due nuovi colpi. La società, dopo aver chiuso per Patrick Schick, che sbarcherà fin da subito a Torino per occupare il ruolo di vice-Pipita, regalerà ai tifosi un esterno di grandissima qualità, capace di fare della velocità, della tecnica e del saltare l'uomo la sua arma principale: a tal proposito, i nomi più gettonati sono quelli di Keita, Di Maria, Bernardeschi e Douglas Costa.
Keita, esterno della Lazio, ha già un’intesa di massima con la Juventus che, però, non riesce a trovare l'accordo sul prezzo del cartellino con Lotito. Il giocatore ha un contratto in scadenza nel 2018 ed è disposto ad aspettare un anno per poi unirsi ai bianconeri; a dar fastidio è arrivato il Milan che ha presentato un'offerta da 50 milioni per lui e Biglia. In questo momento è una lotta alla pari con il club rossonero leggermente avanti che cercherà in tutti i modi di convincere il senegalese a sposare il progetto di Montella. Di Maria è l'uomo con più esperienza internazionale, ma anche il più costoso; per ora è solo un'idea e, forse, tale resterà dopo le sue dichiarazioni di voler vincere la Champions con il Psg. Douglas Costa sembra essere l'obiettivo più concreto che, con 30 milioni più bonus, potrebbe entrare a far parte dello scacchiere di Allegri. Nella sua ultima stagione, disputata con il Bayern Monaco, ha sofferto la concorrenza con i vari Ribery e Robben ed è stato lasciato molto spesso in panchina dal suo allenatore Carlo Ancelotti. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo, considerando che il brasiliano è nel pieno della sua maturità (26 anni) e ha ancora tutto da dimostrare. Con Guardiola esplose e gli furono consegnate le chiavi della fascia, dove si rendeva pericoloso ogni volta che toccava palla. Il suo arrivo potrebbe essere anche aiutato dal contemporaneo acquisto di Alexis Sanchez da parte dei bavaresi, con cui la Juve, a seguito degli affari Vidal, Coman e Benatia, ha ottimi rapporti. Bernardeschi, invece, è il preferito dalla dirigenza. Semplici motivi: è giovane, forte, italiano e può occupare tutte le zone offensive dietro la prima punta, sia esterno che trequartista. L'unico scoglio è rappresentato dalla Fiorentina che, per meno di 40-50 milioni, non tratta.
La Juventus è pronta a scatenarsi sul mercato per ripartire dal prossimo anno con la cattiveria e la rabbia di una squadra che, dopo una caduta così dolorosa come quella di Cardiff, tornerà più forte di prima per vincere il tanto sperato Triplete. 

venerdì 9 giugno 2017

Calciomercato Milan- Tutti i possibili colpi

Con il cambio di proprietà, finalmente in casa Milan si respira un'aria diversa e, dopo anni bui, passati a soffrire sul campo senza vincere niente e a vedere le altre squadre sollevare coppe, c'è la consapevolezza di poter tornare grandi sia in patria che, soprattutto, in campo internazionale dove "I Diavoli" sono assenti da troppo. Ecco perché quest'estate il vero re del mercato dovrà essere il Milan con il duo Mirabelli-Fassone pronto a intervenire a suon di milioni con l'obiettivo di ricostruire una squadra praticamente da zero.                  
A testimonianza di ciò, in questi primi giorni di trattative, si è vista una società scatenata che, solo a inizio Giugno, ha piazzato già 4 colpi con ancora altri in serbo: è in corso una vera e propria rivoluzione con molte partenze e acquisti.
Da una settimana si è accasato ai nuovi compagni Mateo Musacchio, ex difensore del Villareal, da sempre un pallino di Montella, desideroso di allenarlo già ai tempi della Fiorentina; sarà lui a far coppia con l'ancora giovane Romagnoli, sperando di costruire insieme una delle più forti difese della prossima stagione. Sulle fasce, ieri mattina ha svolto le visite mediche Rodriguez, terzino svizzero sinistro con una spiccata spinta all'attacco e una buona fase difensiva. Autore di 22 reti e 28 assist nei suoi 5 anni in Bundesliga, viene da una pessima stagione con il Wolfsburg, in cui ha rischiato la retrocessione. Nonostante ciò, il Milan ha deciso di puntarci forte e gli affiderà le chiavi della corsia sinistra per almeno il prossimo anno, sperando che faccia meglio e lasci più ricordi rispetto al suo collega Mattia De Sciglio. Quest'ultimo, mai esploso da quando è a Milano, si è attirato le antipatie da parte del popolo rossonero nelle ultime settimane, quando ha dichiarato di voler essere ceduto agli acerrimi nemici della Juventus. Per quanto riguarda la fascia destra, nelle ultime ore si sta lavorando per regalare a Montella un terzino destro, giovane e italiano dal futuro assicurato. Identikit che risponde al nome di Conti che, lo scorso anno, ha disputato la sua migliore stagione di sempre con la maglia dell'Atalanta, segnando ben 8 gol. La Dea, dal canto suo, dopo aver conquistato l'Europa League, non vuole privarsi dei suoi gioielli e, per questo, chiede un esborso molto salato, circa 25 milioni di euro. Sebbene ci sia qualche tentennamento, le doti del classe '94 non si discutono e i rossoneri hanno già presentato un'offerta da 18 milioni più bonus che potrebbe ingolosire e arricchire le casse del presidente.
Dopo la difesa, ovviamente il lavoro più importante sarà fatto sul centrocampo che, negli ultimi anni, ha faticato ad imporsi in Italia senza mai avere nomi di una certa caratura: è già stato ufficializzato Frank Kessiè, ex Atalanta, che, dopo aver svolto le visite mediche, si è aggregato alla nazionale ivoriana. Il calciatore, pagato intorno ai 30 milioni di euro, ha scelto di vestire la maglia numero 19 e sarà lui il giocatore di fisico e qualità in mezzo al campo del nuovo Milan. Sembra ormai ad un passo il regista Lucas Biglia, prelevato dalla Lazio di Lotito per circa 20 milioni di euro.                                                                                          
Se da una parte si spenderà tanto per le entrate, dall'altra si continuerà a lavorare anche per piazzare gli esuberi: a questo punto si cercano pretendenti per Poli, Kucka e Sosa, arrivato soltanto lo scorso anno dal Besiktas per la folle cifra di 10 milioni.                        
L'attacco del Milan sarà completamente stravolto con i soli Suso e Lapadula sicuri di rimanere: Deulofeu, dopo un'ottima seconda parte di stagione al Milan, sarà riscattato dal Barcellona; mentre Bacca saluterà per cercare una nuova squadra in cui ritornare a segnare come ai tempi di Siviglia.
Il grande sogno è un'attaccante di primo livello, capace di risolvere la partita con un suo gol, ma la questione bomber sarà delicata per tutta l'estate. I profili sono tanti ed ecco che, da una settimana a questa parte, gli indizi seminati dalla dirigenza rossonera portano al nome del gallo Belotti. Dopo essere sfumati Morata e Aubameyang (sul primo è forte la concorrenza di United e Chelsea; sul secondo, invece, sembra ormai molto avanti il Psg che gli potrà offrire un contratto a cifre faraoniche), per il bomber granata, per il quale il presidente Cairo chiede 100 milioni come da clausola rescissoria, il Milan presenterà un'offerta di 70 milioni più i cartellini di Kucka e di Niang, che non è stato riscattato dal Watford.                                                    
La società è all'opera e vuole fare voce grossa fin da questo mercato per regalare ai tifosi un Grande Milan.           

mercoledì 7 giugno 2017

Addio a Giuliano Sarti, portiere della "Grande Inter"

Si è spento all'età di 84 anni nella sua casa a Firenze, Giuliano Sarti, storico portiere azzurro che ha vestito le maglie di Fiorentina e Inter su tutte. Considerato tra i migliori portieri italiani di sempre, fu il numero uno della Grande Inter del mago Herrera e il suo palmarès conta 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa delle Coppe, 3 scudetti e una Coppa Italia. 
Le sue doti da estremo difensore gli garantirono il soprannome di "portiere dagli occhi di ghiaccio" a causa della sua freddezza nell'uno contro uno e del suo senso della posizione che gli permetteva di non ricorrere mai a interventi difficili.
Cresciuto nel vivaio della Centese e della Bondenese, si trasferisce nel 1954 alla Fiorentina con la quale vincerà il primo scudetto della storia viola, ma l'anno successivo perderà la prima edizione della Coppa dei Campioni in finale contro il Real Madrid.
Rimane in riva all'Arno per 9 anni prima di accettare la proposta dell' Inter di Herrera che lo piazza subito titolare tra i pali. Nella prima stagione in nerazzurro arriva secondo in campionato, ma trionfa in Coppa dei Campioni, ripetendosi anche l'anno successivo.
Dopo aver vinto lo scudetto nel '65 e nel '66, è colpevole del secondo posto finale nel '67 a causa di un suo errore clamoroso che valse sia la sconfitta contro il Mantova per 1-0 che la vittoria del tricolore da parte della Juventus. In quello stesso anno, nonostante una sua prestazione eccellente in finale contro il Celtic, perde la sua seconda finale della Coppa dei Campioni.
Andrà via dall'Inter nel '68 per provare una nuova sfida a 35 anni come secondo portiere della Vecchia Signora. Concluderà la sua carriera in serie D con l'Unione Valdinievole nel 1970.  
Viene convocato per la prima volta in Nazionale nel 1959 contro l'Ungheria; purtroppo, toccherà il terreno di gioco con la maglia azzurra soltanto 8 volte, molte delle quali amichevoli. Dopo il ritiro, intraprende una breve esperienza da allenatore della Lucchese.

Fin ora è l'unico portiere italiano ad aver disputato 5 finali di Coppa dei Campioni, vincendone due con l'Inter, ma perdendone altrettante.
Oltre ai titoli e alla sua bravura, è stato d'insegnamento per molti giovani della sua epoca, quando l'amore per il pallone e la passione del calcio andavano al di là del guadagno economico.                                     

Intrigo allenatore


Dopo la sconfitta maturata contro il Real Madrid, la stagione si è conclusa in malo modo e, se tra i tifosi c'è aria di delusione e di presunto ciclo finito, Marotta e Paratici sono pronti a tuffarsi nel mercato con il portafoglio stracolmo dagli introiti della Champions.
La finale di Cardiff ha sancito il gap di distacco a livello qualitativo tra le due compagini e  il crollo bianconero si spiega anche a causa di una panchina non all'altezza della competizione europea e della formazione titolare.
Per ripartire dal prossimo Agosto, bisogna, innanzitutto, sciogliere i dubbi legati al futuro di Massimiliano Allegri. Nei prossimi giorni, se non tra oggi e domani, ci sarà un incontro molto importante in chiave allenatore; la Juventus è contenta dell'operato dell'ex Milan e, pertanto, gli presenterà un rinnovo contrattuale fino al 2019 a 8 milioni l'anno con la possibilità, in caso di vittoria in campo internazionale, di ritoccargli lo stipendio fino ad arrivare quota 13 milioni. Dall'altra lato della medaglia c'è, però, la paura e la preoccupazione che il mister sia arrivato alla fine di un ciclo durato tre anni, in cui ha vinto tutto in Italia.Ieri mattina, è uscita fuori una bomba di mercato che avrebbe voluto Allegri al Psg come sostituto di Emery e principale indiziato a sedere sulla panchina dei parigini la prossima stagione. Nonostante questi "rumors", che nelle successive ore non hanno trovato conferme, si cercherà di mandare la trattativa in porto con società e allenatore che prolungheranno il loro matrimonio ancora per un anno.Tra le richieste di Allegri, c'è quella di rinforzare la rosa secondo il suo punto di vista e, quindi, interverrà lui stesso sul mercato, presentando una lista di giocatori a Marotta e Paratici.La sensazione è quella di poter ancora contare sul livornese ma, prima di spendere, bisognerà far chiarezza sul prossimo allenatore della Juventus, soprattutto per i tifosi che, ora, si sentono smarriti.

martedì 6 giugno 2017

Champions Maledetta, la Coppa è ancora del Real Madrid


La squadra guidata da Zidane conquista la seconda Champions League in altrettanti anni: è record da quando la Coppa dei Campioni ha cambiato nome; la storia si ripete proprio come 27 anni fa, quando il Milan di Sacchi trionfò per due volte di seguito in campo internazionale nell’89 e nel 90. Prestazione encomiabile da parte dei “Galacticos” che hanno surclassato gli uomini di Allegri per tutto il secondo tempo, non facendo vedere palla a Dybala e compagni. Questione di abitudine nel giocare le partite importanti, questa è stata la differenza tra le due squadre in campo. Il Real Madrid è stato bravo, intelligente e anche fortunato nel lasciar fare la partita per tutto il primo tempo alla Juventus, subendo, sì, ma mai dimostrandosi in difficoltà e riuscendo a trovare il gol del momentaneo vantaggio con l’unico tiro in porta effettuato nella prima frazione di gioco. Dall'altra parte si è vista una Juventus senza voglia e carattere, soprattutto nella ripresa, forse affaticata dalle troppe cariche stagionali o, forse, troppo sicura della sua forza difensiva che, in finale, a dispetto dei soli 3 gol subiti in tutto il cammino europeo, ha dovuto raccogliere il pallone da dentro la porta per 4 volte. Tanta delusione sia in campo che fuori con l’ancora inspiegabile crollo fisico e mentale della seconda frazione. Nessuno dei cosiddetti “big” è riuscito a incidere su di una squadra posizionata male sul campo da gioco che lasciava troppi spazi per le ripartenze madridiste.
Di certo è mancato lo spirito guerriero, costante in tutta la stagione, che ha permesso alla Juventus di togliersi grandi soddisfazioni, ma non in finale, nonostante un approccio alla gara tra i migliori degli ultimi tempi.
Proprio da questa filosofia bisogna ripartire. E’ necessario ritornare sul campo ad Agosto con ancora più rabbia e cattiveria per quanto successo. La finale ha fatto male ma è stata di aiuto per capire che la Juventus non è ancora al livello del Real e che, per ripartire, bisogna già mettersi sotto da quest’estate con il duo Marotta-Paratici, chiamato a rinforzare la rosa, ad allungare la panchina con nomi di primo livello e a liberarsi degli esuberi e dei giocatori mediocri.
La strada per ritornare grandi in Europa è tracciata, sperando di regalare un sorriso ancora più grande a tutti i tifosi juventini.