Il primo
raggruppamento di questa Champions League si prospetta essere interessante e,
soprattutto, parecchio equilibrato: Atletico Madrid e Borussia Dortmund partono
ai ranghi di partenza come le favorite per l'accesso alla fase ad eliminazione,
ma occhio al Monaco, semifinalista due anni fa, e alla sorpresa Club Brugge,
pronto a non recitare soltanto la parte della comparsa.
Atletico Madrid - I colchoneros, attuali detentori dell'Europa
League e della Supercoppa Europea, trofei vinti rispettivamente contro
Marsiglia e Real Madrid, si candidano ad essere tra i potenziali vincitori non
annunciati dell'edizione 2018/2019. Dopo anni passati all'ombra dei cugini dei
Blancos, la squadra di Simeone ha trovato la giusta quadra per rendersi
pericolosa anche in terra straniera, come dimostrano le due finali perse
proprio contro il Real nel 2014 e nel 2016. Fanno della fase difensiva la loro
arma in più, tanto che, pur non segnando tante reti e facendo un gioco spettacolare,
subiscono pochissimi gol. Imbattibilità dovuta sia alle splendide parate del
loro numero uno Oblak, tra i migliori interpreti nel suo ruolo, che dalla
splendida solidità difensiva messa in mostra dal giovane Gimenez ma, soprattutto,
dalla leadership del capitano Godin. Sulle fasce possono contare
sull'esperienza di Filipe Luis e Juanfran, e sull'esplosività di Arias, ex Psv,
e del neocampione del mondo Lucas Hernandez, titolarissimo nello scacchiere
della Francia di Deschamps. In mezzo al campo Saul e Koke hanno raggiunto la
piena maturità; mentre sugli esterni i neoacquisti Lemar, appena arrivato
proprio dal Monaco, e Gelson Martins possono rappresentare delle frecce
importanti da scoccare a gara in corso per il cholo Simeone, senza dimenticare
la classe di un sempreverde Vitolo. Il reparto offensivo, però, rappresenta il
fiore all'occhiello di questa squadra: Kalinic e Correa partono come prime
alternative al tandem d'attacco Diego Costa-Griezmann, reduci entrambi da un
ottimo Mondiale. Il centravanti spagnolo, nonostante l'uscita della "Roja" agli
ottavi di finale, ha salutato la competizione mettendo a segno tre gol; le "Petit Diable", invece, ha portato al successo la sua Francia e, dopo un'Europa
League giocata da protagonista, è il favorito per la vittoria del Pallone
d'Oro.
Borussia Dortmund - I tedeschi, dopo la finale vinta nel
1997 contro la Juventus, non riescono più ad imporsi in campo europeo, eccezion
fatta per l'exploit del 2012. Squadra dai tanti gol, ma dalla pessima fase
difensiva che, dopo la perdita di Hummels, fa fatica a ritrovare un leader nel
reparto: infatti, partito Sokratis, direzione Arsenal, la dirigenza ha cercato
di sanare il buco dietro riuscendo a prendere il centrale Diallo dal Mainz e il
giovane terzino Hakimi in prestito dal Real Madrid. I colpi più importanti sono
sicuramente Witsel, che ritorna in Europa dopo l'esperienza in Cina, e Delaney,
mezzala danese ex Werder Brema sul quale si dice un gran bene. Sempre a
centrocampo occhio al talento di Dahoud e alle geometrie di Weigl, cercato
anche dal Psg in estate. In attacco, perso il bomber Batshuayi, finito al
Valencia, ci si è "consolati" con l'ex Barcellona Paco Alcacer, anche
se gli uomini di maggior talento saranno il baby fenomeno Pulisic e l'esperto
Marco Reus, coadiuvati dalle giocate del numero 10 Mario Gotze.
Monaco - Dopo la conquista del quarto posto di
due edizioni fa, la corazzata monegasca è pronta a fare la voce grossa e a
strapparsi diverse soddisfazioni nonostante parta come sfavorita rispetto ad
Atletico Madrid e Borussia Dortmund. La squadra allenata da Jardim fa dei
giovani e del vivaio uno dei suoi punti di forza: Bernardo Silva, Mbappe e
Lemar sono soltanto gli ultimi esempi di una squadra che negli ultimi anni ha
sempre dato spettacolo nel rettangolo verde con il talento dei suoi migliori
giocatori. La difesa è sicuramente il reparto più debole, ma nonostante ciò fa
affidamento sull'esperienza dell'ex granata Glik e sulla corsa del terzino italiano Barreca. Il centrocampo, invece, si presenta come la vera miniera
d'oro del club: fari puntati sul belga Tielemans, sulla fisicità dell'ex
Strasburgo Aholou e sul potenziale crack Golovin, inseguito da mezza Europa in
estate dopo l'ottimo Mondiale giocato con la Russia. Davanti, il bomber Falcao,
insidiato dal nostro Pellegri, è appoggiato dalla velocità di Lopes e dalla
fantasia dell'ex Fiorentina e Inter Stevan Jovetic.
Club Brugge - Il club belga, a dispetto degli ottimi risultati in campionato, si presenta come matricola del girone. In campo, però, gli uomini di Leko si schierano con un 3-5-2 compatto e solido: l'ottima compattezza in fase difensiva permette di dare sfogo alla tecnica degli esterni offensivi, adatti a supportare una coppia d'attaccanti amante della velocità e degli inserimenti senza palla alle spalle della difesa avversaria. La stella è il capitano Vormer, autore di 16 gol e 10 assist nella passata stagione, mentre davanti a dare spettacolo ci pensano il numero 7 Wesley, sul quale era forte l'interesse della Lazio, e Rezaei, capocannoniere della squadra.